La vigilanza per aiutare le banche a fallire

I nuovi poteri di vigilanza della Banca centrale europea aiuteranno a ripristinare la fiducia nel settore e di conseguenza gli istituti torneranno a prestarsi denaro tra loro sul mercato interbancario. E’ questo secondo Mario Draghi uno degli effetti dei maggiori poteri di vigilanza e supervisione conferiti dai leader europei la settimana scorsa all’istituto centrale, che potrà esercitarli pienamente a partire dal 2014. “Il meccanismo di supervisione unica – ha detto oggi Draghi di fronte alla Commissione Finanze del Parlamento europeo – contribuirà a riportare la fiducia nel settore bancario e a rianimare i prestiti sul mercato interbancario e quello del credito con effetti tangibili sull’economia reale”.
17 DIC 12
Ultimo aggiornamento: 15:52 | 16 AGO 20
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I nuovi poteri di vigilanza della Banca centrale europea aiuteranno a ripristinare la fiducia nel settore e di conseguenza gli istituti torneranno a prestarsi denaro tra loro sul mercato interbancario. E’ questo secondo Mario Draghi uno degli effetti dei maggiori poteri di vigilanza e supervisione conferiti dai leader europei la settimana scorsa all’istituto centrale, che potrà esercitarli pienamente a partire dal 2014. “Il meccanismo di supervisione unica – ha detto oggi Draghi di fronte alla Commissione Finanze del Parlamento europeo – contribuirà a riportare la fiducia nel settore bancario e a rianimare i prestiti sul mercato interbancario e quello del credito con effetti tangibili sull’economia reale”.

La Bce che già controlla la politica monetaria dell’Eurozona vigilerà su su 150 delle oltre 6.000 banche presenti nei 17 paesi della moneta unica e avrà la possibilità di intervenire in caso di emergenza anche sugli istituti di più piccole dimensioni. Al momento, come ha fatto intendere il presidente del Consiglio Ue, Herman Van Rompuy, al termine dei colloqui della settimana scorsa, sarà “argomento di discussione in futuro” anche un meccanismo di risoluzione delle banche. In sostanza un processo di fallimento preventivo che dev’essere pagato dagli investitori delle banche stesse con l’obiettivo di proteggere in parte i contribuenti dal costo dei salvataggi di stato. Per Draghi, invece, questa è una priorità per il 2013 insieme al miglioramento dell’unione economica e monetaria. “Le banche che non sono più gestibili – ha detto Draghi – attraverso misure che includono la liquidazione ordinata e la chiusura preventiva preservando la stabilità finanziaria” devono potere fallire “in maniera ordinata”, ha detto Draghi. Per il banchiere centrale la fase economica attuale rimane “una sfida”. Il clima migliorerà “gradualmente” solo nella seconda metà del 2013.